Anno 2004

Fanno il loro ritorno nel programma ufficiale del Carnevale di Venezia, gli Antichi, con un nuovo spettacolo, «Il ritorno di Marco Polo dal Catai», che va in scena a San Maurizio durante il Carnevale, e che poi esportano in estate alle Feste Medievali di Brisighella e alla Kadewe di Berlino dove tornano per il terzo anno consecutivo. Vanno invece ad Amsterdam per la prima volta a portare alcune scene del Carnevale veneziano. Continuano quindi la loro collaborazione con il Casinò di Venezia, allestendo a Ca’ Noghera due spettacoli con Mara Venier e Lino Toffolo. Continuano con successo l’epopea del Festival di Poesia Erotica, giunto alla dodicesima edizione, organizzano uno stage di nudo col pittore Massimo Zuppelli alla Bottega del Tintoretto, e pubblicano l’imperdibile e irresistibile volume Le Tavole Sinottiche del Casso e de la Mona. A novembre eleggono Roberto Bianchin nuovo Priore della Calza: è il quinto nella storia degli Antichi.

2004 - Marco Polo torna in gondola

MARCO torna da Marco, a San Marco, e ci arriva in gondola, dopo tanti anni di lontananza dalla sua città natale. È con Lo sbarco di Marco Polo in piazzetta San Marco, davanti a Palazzo Ducale, che nel tardo pomeriggio di sabato 7 febbraio la Compagnia de Calza I Antichi, chiamata stavolta dagli organizzatori ufficiali del Promove, per volontà del presidente degli albergatori veneziani Ugo Samueli, apre ufficialmente l’edizione 2004 del Carnevale di Venezia dedicata all’Oriente.

Marco Polo, gaio e sfavillante nel suo ricco costume, interpretato dal sublime attore Maurice Agosti, giunge in gondola dal Canal Grande. Sulla riva c’è una grande folla festante che lo aspetta per acclamarlo. Sulla gondola, con lui, c’è il suo seguito che ha fatto venire dall’Oriente: la sua personalissima e possente guardia del corpo di colore con tanto di spadone sguainato (Federico), il Gran Khan Kubilai (Michele), la Gran Cagna (Louise), Madame Butterfly (Gianni), un mercante arabo (Zan), un mercante di schiave (Francesco), una schiava incatenata (Giulia) e dei suonatori di tamburi. Marco viene accolto dai Compagni de Calza nei loro personaggi, dal Doge (Aldo), dal Patriarca (Carlo), da 25 frati della Confraternitas Sancti Ruffilli e dai venti tamburi delle Feste Medievali di Brisighella. La folla lo applaude, si accalca, cerca di toccarlo. Marco Polo è commosso, ha gli occhi lucidi, si china a baciare la terra. Cioè i masègni. Gli vanno incontro il Doge e il Patriarca, e sono abbracci, baci, carezze, e scambi di doni. In testa al corteo preceduto dai tamburi, Marco, con gli orientali, la sua famiglia, il Doge, il Patriarca e le Cortigiane, attraversa la piazza, si ferma davanti alla Basilica e si rivolge a San Marco ringraziandolo per averlo fatto tornare a casa sano e salvo dopo tante peripezie. Il corteo attraversa quindi la piazza molto lentamente, infila via XXII marzo, salutato dalla folla, e la percorre fino a giungere in campo San Maurizio. Lo sbarco ha grande eco, viene ripreso da fotografi e televisioni, e finisce sulle prime pagine di tutti i giornali. Mai apertura del Carnevale veneziano era stata così importante, così veneziana e così solenne. «Marco Polo trasgressivo con tanto di corteo» titola La Nuova Venezia dell’8.2.2004. «Il kimono rosa della bella e molto androgina signora che si credeva consorte del grande Kubilai Khan e si scopriva invece trattarsi di uno dei gemellini di Marco Polo, Polino, è stata la mercanzia più apprezzata tra quelle portate dal Catai dal figliol prodigo Marco – scrive Sebastiano Giorgi – il mercante veneziano è approdato trionfante al molo di San Marco. Con un codazzo di vergini e ricchi mercanti persiani ha poi raggiunto campo San Maurizio dove ad attenderlo c’era la sorella Marchetta e i gemellini Marchino e Polino. Il Carnevale si è aperto così ufficialmente nel segno della trasgressione portata dalla Compagnia della Calza».

2004 - Il Ritorno di Marco Polo dal Catai

È il titolo del nuovo spettacolo della Compagnia, che è andato in scena, sempre uguale ma diverso, per cinque giorni in campo San Maurizio durante il Carnevale, il 7, il 14, il 19, il 22 e il 24 febbraio. Identico il tema e i numeri dello spettacolo, diversi i racconti e le letture dal Milione : il primo giorno si è parlato del ritorno a casa di Marco, il secondo degli amori incontrati e vissuti nel suo lungo viaggio, il terzo dei misteri dell’Oriente, il quarto del gioco della guerra, il quinto della nuova partenza per il Catai. Lo spettacolo comincia con una musica orientale molto languida dell’orchestra dal vivo Montecarlo All Stars che accompagna ormai da alcuni anni gli spettacoli della Calza. Diretta dall’ineffabile Maestro Alzaimer (Marney Taylor) con il magico sax di Marco Castelli, Paolo Vianello al pianoforte, Marino Sartori alle tastiere, Roberto Dei Rossi alle chitarre, Paolo Prizzon alla batteria, e la formidabile voce di Piera Acone, l’orchestra introduce il tema del racconto e l’arrivo del primo Gemellino di Marco Polo, Marchino Polo (Luca Colferai) che scruta l’orizzonte con un cannocchiale chiedendosi quando mai arriverà Marco. Marchino sproloquia e dialoga con il suo Gemellino Polino Polo che arriva in kimono rosa da gay – sha, ombrellino di bambù e ventaglione gigante (anch’esso rosa) finché dal fondo del campo arriva, con un gran baccano, il corteo degli orientali con Marco Polo in testa. Ed è subito festa grande. La mamma di Marco (Cleonice), il Doge, il Patriarca, la Cortigiana Donna Lucrezia (Sandra), la Badessa del convento di Murano (Daniela) e tutti gli altri compagni de calza si stringono intorno a Marco. Lui presenta il suo seguito, il Gran Khan, la Gran Cagna, la Butterfly, la sua guardia del corpo, il mercante arabo, il mercante di schiave, la schiava. È il momento dei ricordi e dei racconti che offrono il pretesto ai vari numeri dello spettacolo: la danza del ventre della schiava, le confidenze erotiche delle pulzelle dell’harem (Anna, Eleonora, Giulia), gli esperimenti di Bonigolomanzia del Gran Khan (l’arte di predire il futuro attraverso la lettura dell’ombelico), le arie d’opera della cantante lirica (Giulia), le mirabolanti storie della Baffa diventata Gran Sultana, e infine l’irruzione a sorpresa della sorella segreta di Marco Polo, Marchetta Polo, che narra della sua vita disgraziata per colpa del fratello. Lo spettacolo finisce con un grande ballo in campo cui partecipano tutti gli spettatori, con l’orchestra Montecarlo All Stars, e poi con I Giovani Antichi, Cuginomicheledj e Sebasexmixer. Grande successo e molto divertimento a dispetto della pioggia che, per l’appunto dispettosa, si è data appuntamento in laguna quasi tutti i giorni di Carnevale.

2004 - Marco in festa sul Rio di Cannaregio

L’hanno aspettato per ore, Marco Polo, sul rio di Cannaregio imbandierato, con l’orchestra che suonava su un barcone che andava avanti e indietro sulle placide acque, e gli esercenti dell’Aepe che dai banchetti sulle rive offrivano ai veneziani qualcosa come diecimila cichèti. Si è svolta così, in allegria, tra canti, musiche, danze, giochi, scherzi e racconti orientali, con una folla enorme di diverse migliaia di persone accalcate sulle rive, la Festa Venexiana indetta domenica 8 febbraio lungo il rio di Cannaregio dall’associazione dei pubblici esercizi. Peccato solo per i fuochi artificiali che dovevano scoppiare alla fine della festa nello spazio d’acqua antistante l’ex macello, e che la pioggia aveva bagnato.

2004 - Plaisirs d’Amour al Casinò

Non solo Marco Polo. La sera del 14 febbraio, giorno di San Valentino, festa degli innamorati, la Calza cambia registro, indossa frac tutti rosa e abiti contemporanei, dei primi del ’900, per dar vita allo spettacolo Plaisirs d’amour trasformando la sala delle feste del Casinò di Ca’ Noghera in un antico cafè-chantant. Con la complicità di Mara Venier, e con l’orchestra Montecarlo All Stars, gli Antichi inscenano un varietà demodé d’altri tempi, con i presentatori all’antica, dei cuoricini rossi dati in omaggio al pubblico, l’impagabile Maurice Agosti stavolta nei panni bollenti di una meravigliosa Marlene Dietrich di cui ha interpretato alcuni dei più noti cavalli di battaglia, l’affascinante cantante brasiliana Luma, lo straordinario gruppo vocale delle Mamme per Caso, il balletto Dance Studio di Giovanna Sartori. Ma la parte più divertente dello spettacolo è stato il concorso per scegliere tra il pubblico il Valentino e la Valentina della serata, cioè la coppia di innamorati ideali, che attraverso una serie di prove (sette: sfilare, recitare, ballare, cantare, suonare, sedurre e...spogliarsi sulle note di Nove settimane e mezzo) dovevano tentare di circuire i maschietti la fascinosa Mara Venier, e le femminucce il bellissimo, altissimo e dotatissimo Procurator Grando degli Antichi Luca Colo de Fero Colferai. Non sono mancati momenti esilaranti, che hanno scatenato l’ilarità del pubblico, specialmente durante la disfida dello spogliarello, specialità nella quale è eccelsa una matura signora, Luigina Allegranzi, che ha fatto volar via la gonna sul più bello e stava per togliersi anche il resto se non fosse stata frenata da uno dei presentatori, l’immaginifico Bob R. White, inappuntabile nel suo frac rosa d’antan con tanto di cilindro, ovviamente anch’esso rosa.

2004 - Comica contaminazione

Un’altra contaminazione, intitolata Il ritorno di Marco Polo e Lino Toffolo, è quella che la Calza mette in scena venerdì 20 febbraio sempre al Casinò di Ca’ Noghera, da un’idea dell’eccelso direttore commerciale della casa da gioco Emanuele Guariniello. Si tratta di uno spettacolo diviso in due tempi: nel primo è la Compagnia della Calza che con il suo Marco Polo (Maurice Agosti) e i suoi Gemellini (Roberto Bianchin e Luca Colferai) mette in scena quel Ritorno di Marco Polo dal Catai appena presentato a San Marco e a San Maurizio al Carnevale di Venezia. Nel secondo è il grande attore veneziano Lino Toffolo che si presenta in scena con una valigia, come un novello Marco Polo di ritorno da un lungo viaggio in terre lontane, e racconta, a suo modo, delle grandezze e delle miserie umane di grandi e piccoli viaggiatori di ogni tempo, e le storie dei veneziani che hanno provato in varie epoche a cercare la fortuna lontano dalla laguna, finendo poi sempre per tornarci. Casinò esaurito con grande successo di pubblico, molti applausi per il bizzarro Marco Polo della Calza, ovazioni per il lungo monologo di Lino Toffolo. A chiudere, danze con l’orchestra e un ricco buffet orientale.

2004 - Stage di nudo alla Bottega del Tintoretto

Il ritorno in laguna del celebre pittore Massimo Zuppelli per il Festival di Poesia Erotica, che tanto successo aveva riscosso l’anno precedente, e le numerose richieste ricevute dalla Calza, inducono gli Antichi a organizzare, d’intesa con il Maestro, uno stage di nudo alla Bottega del Tintoretto di Roberto Mazzetto a Cannaregio. Per tre giorni, dal 20 al 22 febbraio, Zuppelli, che è titolare della cattedra di nudo all’Accademia delle Belle Arti di Brera in Milano, insegna, con l’aiuto di alcune modelle, i segreti della pittura del corpo umano a una classe di giovanotti, attempati signori e mature signore, desiderosi di apprendere i misteri dell’eros e dei pennelli.

2004 - Le Tavole Sinottiche del Casso e de la Mona

Nata come comitato promotore del Carnevale di Venezia, e divenuta poi associazione culturale, la Compagnia de Calza I Antichi adesso diventa, dopo alcune esperienze già compiute in passato, anche editrice di sé stessa. E lo fa dando alle stampe, in occasione del Carnevale, un prezioso volumetto, divenuto presto introvabile (un’autentica rarità per i collezionisti) intitolato «Le Tavole Sinottiche del Casso» da un lato, e «Le Tavole Sinottiche de la Mona» dall’altro. Il libro, scritto da Roberto Bianchin e Luca Colferai, e illustrato dalle sulfuree tavole a china di Massimo Zuppelli, viene presentato alla locanda Novecento di San Maurizio il 21 febbraio.

«Si tratta di un volume dedicato ai genitali dell’uomo e della donna, con fantasiose descrizioni e oniriche illustrazioni» scrive Martina Zambon sul Corriere del Veneto del 22.2.2004, che aggiunge trattarsi di un’opera erudita, double face, 140 pagine, con 30 rappresentazioni genitali maschili da un lato, fra cui i cassi cometa, dinamite, garusolo e stracco. Sul lato inverso, democraticamente – spiega – sfolgorano altrettanti esemplari di mona, come monaforesta, monagondoleta, mona lisa, fino all’escatologica mona to mare». «Un’opera esaustiva, seppur non omnia – l’ha definita Sebastiano Giorgi su La Nuova Venezia del 22.2.2004 – con cui questi due scrittori, artisti, ma soprattutto ineffabili spiriti liberi, consegnano ai posteri un gustoso testo che non potrà mancare nelle librerie delle buone famiglie, infilato tra il libro Cuore e quello sul Galateo». Secondo Giorgi, si tratta di «tipologie di organi e membri che a volte spaventano, altre divertono e che spesso riconosciamo, tra questi l’universalmente nota Monalisa, considerata nelle due versioni, quella del dipinto e quella dell’organo il cui abusato uso ha portato alla consunzione dello stesso». «Di popolare notorietà – aggiunge – è anche il Cassonetto, tra i più puliti che esistono e per gli autori il preferito da ambientalisti ed ecologisti. Destinata al successo fra storici, politici e giuristi, è invece la Monarchia, esemplare che però ha un paio di grosse controindicazioni. La prima è che per i giureconsulti esiste solo nella versione assoluta, particolarmente amata dai masochisti, la seconda è che quando invecchia e inacidisce si trasforma in Monatirannia».

2004 - Poesia erotica in cinese

La pioggia, che ha impudentemente scassato i maroni per tutto il Carnevale, non ha risparmiato neanche la dodicesima edizione dell’ormai mitico Festival Internazionale di Poesia Erotica Baffo – Zancopè, che gli Antichi hanno comunque mandato in scena in campo San Maurizio, a dispetto del diluvio, la sera del 21 febbraio. E il grandissimo Massimo Cassopenèo Zuppelli, pur penalizzato dal pennello bagnato, ha dipinto egualmente il suo telèr, pur di dimensioni più ridotte a causa del maltempo, sul palco fradicio di pioggia. Ma ecco com’è andata nella cronaca de Il Gazzettino del 22.2.2004. «Anonimo Veneziano da Gruaro (Venezia) è il vincitore della dodicesima edizione del festival di poesia erotica Baffo Zancopè promosso dalla storica Compagnia de Calza I Antichi, tenutosi ieri sera in campo San Maurizio nell’ambito del Carnevale veneziano nonostante la pioggia battente. Una pioggia contro la quale gli organizzatori hanno allestito un tendone a protezione dei partecipanti saliti sul palco a leggere i propri lavori, ma che ha fatto saltare la corrente elettrica costringendo i poeti a recitare a nuda voce e con la sola luce delle torce. Di fronte a un pubblico di un centinaio di persone sprezzanti del maltempo, si sono presentati alla poetica tenzone concorrenti provenienti da diversi paesi e città: Pechino, Siviglia, New Mexico, Milano, Verona. Il festival è durato un’ora, introdotto dal Procurator Grando dei Antichi Colo de Fero e dominato dallo spirito redivivo di un Zorzi Baffo incarnatosi in Bob R. White. Da segnalare Xhian da Pechino che ha recitato in cinese senza sottotitoli e senza traduzione».

2004 - A letto nuda con due gocce di grappa

La grappa vaporizzata, l’ultima novità delle fantasiose Distillerie Bottega, sponsor storico della Calza, è stata presentata dagli Antichi all’osteria Al Bomba il 23 febbraio, alla presenza di Sandro e Stefano Bottega, e di Giovanni Savio. Come vado a letto ? Nuda con addosso due gocce di grappa. Con questa dichiarazione a La Nuova Venezia del 24.2.2004, la cantante e danzatrice del ventre degli Antichi, Giulia Renier, ha illustrato l’ultimo grido in fatto di tecniche femminili di seduzione. Altro che profumi francesi, acque di colonia dagli afrori speziati o più giovanili essenze muschiate – scrive il quotidiano veneziano – oggi dalle calli della città si diffonde la nouvelle vague dell’odore: Tasting, ovvero la grappa vaporizzata. L’invenzione dovuta alle Distillerie Bottega sarebbe in realtà nata, nelle sue tre versioni al prosecco, moscata e barricata, per profumare il caffè, aromatizzare i pasticcini o inumidire i sigari. Ma approdata a Venezia è subito stata riutilizzata per cospargere i corpi di nuovi trasgressivi e inebrianti sapori. Il successo di questo utilizzo è già stato ampiamente sperimentato durante il festival di poesia erotica, dove le distanze tra uomini e donne sono state rapidamente colmate grazie anche all’intensa vaporizzazione. Le divertenti performance artistiche della compagnia veneziana – ha commentato Il Gazzettino del 24.2.2004 – si sono così mescolate ai profumi della grappa spray, che hanno esercitato un particolare fascino sulle signore.

2004 - Un ticket per i senza maschera

Il Carnevale si chiude con un’intervista del Procurator Grando degli Antichi Luca Colo de Fero Colferai a La Nuova Venezia, in cui lancia l’invito a liberare narcisismi e fantasie perché la gente ritorni protagonista, e scaglia un violento anatema contro i mega palchi moderni e l’uso distorto di piazza San Marco, per il ritorno a un Carnevale a dimensione umana. Il pensiero della Calza, non nuovo per carità, almeno per quanto riguarda gli Antichi, ma quanto mai attuale dati i tempi, prende forma in una lunga opinione firmata dalla Compagnia e pubblicata integralmente da Il Gazzettino nell’edizione del 10 marzo, con il titolo: Carnevale, serve un ticket per chi non ha la maschera. Questo il testo:

Per il Carnevale dell’anno prossimo noi sogniamo che il sindaco metta un ticket per le maschere. Proprio un ticket, sì, come si fa per gli autobus e le auto dei turisti. Ma un ticket all’incontrario, non tanto per far pagare l’ingresso al Carnevale, quanto per far pagare, all’opposto, tutti quelli che non vengono in maschera. In questo modo il nuovo ticket, diciamo da dieci euro per ogni non – maschera, diventerà un deterrente per chi arriva in borghese solo per guardare, fotografare, filmare e peggio far casino oltre il lecito, e potrà ridare alla festa quell’indispensabile presenza di maschere e costumi che purtroppo, per varie ragioni, è da troppi anni in calo verticale.

Crediamo infatti che il Carnevale abbia un senso solo se si viene per partecipare, quindi mettendosi in maschera e conseguentemente in gioco, e non per fare i guardoni degli altri vestiti da scemi. Di qui la necessità di scoraggiare chi non si maschera e di incoraggiare chi lo fa: quelli che indosseranno una maschera o un costume non solo non pagheranno alcun ticket, ma entreranno gratis agli spettacoli, viaggeranno gratis in vaporetto una volta al giorno, e avranno sconti nei ristoranti e negli alberghi, sui biglietti dei teatri, delle mostre e dei musei. Per questo, come Compagnia de Calza, abbiamo autonomamente deciso di applicare il ticket ai non – mascherati a tutti i nostri spettacoli sin dal prossimo Carnevale.

Certo bisognerebbe mettere lo stesso ticket anche ai veneziani, che pure loro hanno perso da tempo, comprensibilmente, la voglia di mascherarsi. Ma questo sarebbe eccessivo. Crediamo che per stimolare il mascheramento dei veneziani sarà meglio escogitare forme di gioco – concorso che andranno a premiare l’albergatore meglio mascherato, e così il ristoratore, il barista, il negoziante, il gondoliere, il politico, il cittadino, che si saranno addobbati con maggior originalità. Ma è chiaro che il tentativo di riempire nuovamente la città di maschere veneziane e foreste non può bastare da solo a risollevare le sorti del Carnevale. Ci vuole dell’altro, e ci vuole ben altro. Prima di tutto occorre ripensare la filosofia della festa, per fare non tanto un Carnevale «a» Venezia, come troppe volte è successo negli ultimi anni, quanto un Carnevale «di» Venezia.

La differenza è sostanziale, non solo formale. Carnevale «a» Venezia significa importare rassegne, spettacoli e artisti estranei alla storia del Carnevale veneziano, con il quale non hanno nulla a che fare. Un’operazione non solo inutile ma anche sbagliata e perdente, che può andare benissimo in altri periodi dell’anno, ma che, essendo «altra» rispetto al Carnevale, finisce per svilirne, stravolgerne e mortificarne le componenti originarie e originali che tutto il mondo ci invidia e che tutto il mondo ci chiama a rappresentare fuori di Venezia. Curioso che proprio a Venezia il Carnevale «di» Venezia abbia poca cittadinanza proprio dentro al suo Carnevale.

Fare un Carnevale «di» Venezia significa invece fare un Carnevale che sia solo «di» Venezia e di nessun altro, e perciò unico, irripetibile, irrealizzabile e invedibile altrove. Si tratta, in pratica, di fare un Carnevale che tragga origine e ispirazione dalla storia millenaria della città e dei suoi Carnevali, dalla sua cultura, dalle sue feste, dalle sue tradizioni, dai suoi spettacoli antichi e dai suoi personaggi celebri e meno celebri. Un Carnevale quindi unico al mondo proprio perché interamente e solamente veneziano nel significato più alto del termine, colto e popolare insieme, capace di esprimere l’anima autentica della città, sia quella del suo passato, riproposto e reinterpretato, che quella della complessità del suo presente.

Crediamo infatti che chi va al Carnevale di Rio ci vada per vedere il Carnevale di Rio con le sue scuole di samba e non certo improbabili rassegne orientali o americane, così come crediamo che chi viene da noi venga per vedere il Carnevale «di» Venezia con tutta la sua meravigliosa e originale storia. Questo non significa che il Carnevale debbano farlo solo i veneziani. Questo sì che sarebbe un tragico errore, viziato, oltre che da immodestia, da un becero provincialismo. Tutt’altro. Proprio in linea con la grande tradizione di apertura internazionale della città, significa che dev’essere fatto, oltre che dalle associazioni e dai gruppi veneziani, da quanti più artisti italiani e stranieri si avrà la capacità di coinvolgere e inserire in un nuovo progetto.

Una creazione ad hoc per un Carnevale di ispirazione e ambientazione interamente veneziani, in cui registi, attori, musicisti e acrobati di qualunque parte del mondo vengano chiamati a rappresentare l’unicità e l’originalità della storia di Venezia, del suo passato, del suo presente e del suo futuro. Così, con una chiave di lettura di questo tipo, il Carnevale potrà tornare ad essere pienamente sé stesso, e allora, se i presupposti saranno questi, potrà essere chiamato a dirigerlo anche un regista finlandese, non è un problema di luoghi di nascita ma dell’idea che sta alla base. E alla base del nuovo Carnevale ci dovrà anche essere, inevitabilmente, il teatro. È importantissimo. Perché il Carnevale è sempre stato, nei suoi anni storicamente migliori, il Carnevale dei teatri. Senza di ciò non c’è neanche il Carnevale della piazza e dei campi. Perché senza i teatri la piazza corre il rischio del degrado e senza la piazza i teatri corrono il rischio di un elitario isolamento.

È perciò che per recuperare qualità e venezianità, come ha saggiamente osservato il presidente degli albergatori veneziani Ugo Samueli, è necessario stendere un filo rosso fra l’attività dei teatri e quella della piazza e dei campi a Carnevale. Un filo rosso che li leghi l’un l’altro nella qualità e nella venezianità delle proposte, ciascuno per il suo ruolo, affinché in teatro alla cultura si aggiunga la festa, e in piazza alla festa si aggiunga la cultura. Non bisogna aver paura della cultura in un mondo che sta diventando sempre più incolto. La cultura, almeno a Carnevale, se nelle mani giuste può essere molto divertente e anche birichina, ironica e trasgressiva.

Il Sindaco Paolo Costa risponde alla Calza, sempre a mezzo stampa, a stretto giro di posta: «Per le proposte costruttive c’è sempre spazio e ascolto – scrive – perciò valuteremo questa con attenzione insieme alle persone e agli uffici competenti. È ovvio per tutti che quella del ticket è una forzatura, un trucco intelligente con cui la Compagnia de Calza i Antichi ha saputo rinforzare la propria proposta e farla diventare più curiosa e interessante. Ma già da ora ci tengo a sottolineare due aspetti per cui la proposta, nel suo complesso, è interessante. Innanzitutto perché punta sulla ricerca di una maggior venezianità del Carnevale, poi mi piace (ripeto: nelle proposte vere che lancia, più che nella provocazione del ticket) per il modo serio, pacato e costruttivo con cui viene presentata. Per di più la Compagnia si fa sentire al momento giusto, cioè ad un anno dal Carnevale prossimo, quando c’è tempo per pensare assieme tutte le novità da introdurre nell’edizione 2005».

2004 - A Berlino il Viaggio di Casanova

Tris tedesco per gli Antichi, che tornano alla Kadewe di Berlino per il terzo anno consecutivo, ad animare, sabato 24 aprile, l’ormai consueta Venetianische Nacht. Identico il copione della festa nel più grande ed elegante centro commerciale della capitale tedesca, con una cena di gala per 1.500 invitati, e spettacoli d’epoca, animazioni, giochi, balletti, musiche e canzoni su tre piani del grande palazzo. Agli Antichi, come ogni anno, il compito di ricevere gli ospiti all’ingresso con i loro personaggi e il trio d’archi settecentesco, e poi quello di ravvivare la serata con uno spettacolo sempre uguale ma sempre diverso. Quello di quest’anno, il settimo che la Compagnia torna in Germania per iniziativa di Elmar Zorn e Gregor Schmid, con un cast internazionale di 16 artisti, si intitola L’incredibile viaggio di Giacomo e Giacomina Casanova attraverso le grandi corti d’Europa ed è firmato da Roberto Bianchin. Protagonisti, l’insuperabile Casanova del Carnevale di Venezia interpretato da Maurice Agosti (è la prima volta che il Principe Maurice, applauditissimo, segue gli Antichi in Germania), i Gemellini Casanova (Luca Colo de Fero, Bob R. White), il quartetto d’archi femminile del Settecento Serenissime Dame, il Maestro Marino Sartori alle tastiere, la Tenutaria del Casìn dei Ormesini Rita P. Trou, il bonigolomante Professor Von Bohrug (Michele Busetto), e i Giochi di Corte inscenati da Cleonice Silvestri, Carlo R. Bullo, Lucas Christ. Con la partecipazione straordinaria del regista Antonio Giarola, che con la Calza aveva firmato la trilogia dedicata a Casanova al Carnevale di Venezia, nei panni recitanti dell’intemperante folletto di corte Tony. Nel corso della serata il pubblico, come consuetudine degli Antichi, è stato coinvolto in numerosi giochi tra cui l’elezione del sosia di Giacomo Casanova e della Regina delle Cortigiane di Berlino, ed è stato invitato a seguire delle lezioni di minuetto impartite dal celebre maestro di danze Marney Taylor. Grande successo, come ormai ogni anno, del piano bar italiano di Marino Sartori, che con i suoi pezzi moderni e anni sessanta ha fatto ballare e divertire il pubblico sino a notte fonda.

La vituperevole e ilare storiella di Marchetta Polo in nove stazioni, in cui si vede come, dopo aver importunato un giovane spettatore e sottratta la borsetta ad un’ignara spettatrice nella vana ricerca di vile denaro, ella si abbandoni a danze smodate accompagnata dall’antico musico; fino a che mossi a vergogna i suoi due fratelli non la allontano recalcitrante dal proscenio.

(immagini di Michele Busetto, Brisighella 2004)

2004 - Marco Polo arriva a Brisighella

L’estroso Marco Polo degli Antichi ha inaugurato, venerdì 2 luglio, le Feste Medievali di Brisighella giunte alla venticinquesima edizione, che quest’anno è stata dedicata all’Oriente. La Calza, chiamata dal Professor Andrea Vitali, direttore artistico delle Feste Medievali, ha presentato lo spettacolo L’irresistibile ritorno di Marco Polo dal Catai, tratto dal lavoro presentato con successo al Carnevale di Venezia. Gli Antichi, che tornavano alle Feste di Brisighella per la settima volta dagli anni ottanta, hanno presentato lo spettacolo in piazza Marconi nei giorni 2,3,4,9,10,11 luglio con due rappresentazioni a sera, alle 21 e alle 23, e hanno anche allestito, per completare l’atmosfera di un tempo, un mercatino veneziano di vetri, stoffe, carte, maschere, costumi e altri prodotti artigianali tipici della tradizione. Lo spettacolo, ideato da Luca Colferai per la regia di Roberto Bianchin, si sofferma su un momento del viaggio di Marco Polo che, sulla strada che dopo molti anni lo riporta in patria, a Venezia, di ritorno dal suo avventuroso peregrinare nel lontano Catai, sosta per alcuni giorni in terra di Romagna, per curarsi alle terme di Brisighella da un fastidiosissimo mal di schiena causato dalle lunghe cavalcate nelle sconfinate steppe asiatiche. E proprio a Brisighella giungono da Venezia, per accoglierne il ritorno con tutti gli onori, i parenti più stretti di Marco e le più alte autorità della Serenissima: Cleonice Polo, la mamma di Marco, i suoi due gemellini monozigoti uguali ma diversi Marchino e Polino, il Doge e il Patriarca di Venezia, le Cortigiane, e una piccola corte di musici e avventurieri. Anche Marco Polo non è arrivato da solo. Dal Catai ha portato il Gran Khan Kubilai, accompagnato dalla Gran Kagna, che si rivelerà uno straordinario veggente dando prova, attraverso l’antichissima arte pratica dell’onfalomanzia, di saper divinare passato, presente e futuro dalla lettura dell’ombelico. Insieme a sultane, odalische, mercanti ed eunuchi, Marco ha condotto con sé anche un’intrigante schiava che lo ha stregato con le malìe della danza del ventre. L’incontro di Marco e del suo seguito orientale con gli amici veneziani, i parenti e le autorità, si trasforma così in una sorta di festa finché non arriva a guastarla, a sorpresa, la temutissima Marchetta, l’esuberante sorella di Marco, di cui da tempo si erano perse le tracce in un harem lontano. Marco e Marchetta Polo erano impersonificati anche stavolta da Maurice Agosti, i Gemellini Polo da Colo de Fero e Bob R. White, la mamma dei Polo da Cleonice Silvestri, il Gran Khan da Michele Busetto, la Gran Kagna da Louise, la venditrice di stoffe da Nicoletta Lucerna, la cantante lirica dal sopranista venezuelano Francisco D’Andrea, la schiava da Federica Zagatti (che proprio qui a Brisighella, complici gli effluvi termali, avviò la sua storia d’amore col maestro Marney Taylor...), la tenutaria dell’harem dalla Contessa Mafalda Malpighi, la Cortigiana Donna Lucrezia da Sandra Vigarani, il Doge da Aldo Colferai, il Patriarca da Carlo R. Bullo, la sultana da Jurubeba Bomfim, l’odalisca da Rita P. Trou. Al pianoforte, con le sue musiche originali, il Maestro Marino Sartori. Successo dello spettacolo, sempre affollatissimo, con molti applausi e chiamate.

2004 - Magie Veneziane degli Antichi ad Amsterdam

Nuova trasferta europea, stavolta in terra olandese, per la Compagnia de Calza, che dal 20 al 30 agosto invia una propria delegazione, guidata dal Gran Priore Judith Jurubeba Souza Bomfim e dalla consigliera dei Savi Cleonice Silvestri, figura storica degli Antichi, ad animare una settimana di spettacoli al Six Flags di Amsterdam, il più grande parco di divertimenti della capitale olandese. Con la complicità del regista Antonio Giarola, anch’egli eccezionalmente nelle vesti di guitto, gli Antichi, nei loro più sfarzosi costumi Settecenteschi, portano un tocco di venezianità dei Carnevali d’epoca, dando vita a cortei, animazioni e giochi con il pubblico nel corso delle varie manifestazioni e degli spettacoli che quotidianamente si svolgono nel grande parco di divertimenti, suscitando molta curiosità e ammirazione.

2004 - Roberto Bianchin è il nuovo Priore

È il giornalista e scrittore veneziano (ma anche poeta, musicista e saltimbanco) Roberto Bob R. White Bianchin, il nuovo Prior Grando degli Antichi. È stato eletto dall’assemblea della Compagnia riunita il 21 novembre, giorno della Madonna della Salute, nella sua sede storica di San Maurizio, e resterà in carica per quattro anni. Pur non essendo tra i fondatori, Bianchin fa parte della Compagnia sin da quando mosse i suoi primi passi: era presente al debutto in San Maurizio con il Trionfo della morte al Carnevale del 1981, e ha collaborato, come consigliere, con tutti i quattro Priori che lo hanno preceduto, il fondatore Paolo Emanuele Zane Cope Zancopè, Luca Colo de Fero Colferai, Guerrino El Lovo Lovato, Judith Jurubeba Juru Beba Souza Bomfim. Quest’ultima è stata eletta Gran Priore Onorario. Quinto Priore nella storia della Compagnia, Bianchin mantiene anche l’incarico di Direttore Artistico degli Antichi, che ricopre ininterrottamente dal 1996. Viene affiancato dal Procurator Grando Luca Colferai, confermato nel suo incarico, e dal nuovo Priore Vicario Gianni Matteucci. Nominati anche i nuovi Camerlenghi: Sebastiano Casellati e Sandra Vigarani. Il mio Priorato – annuncia il nuovo responsabile degli Antichi – sarà nel segno della continuità di 25 anni di cultura e venezianità, ironia e divertimento, trasgressione e sberleffo. In un’intervista rilasciata a Raffaele Rosa del Corriere del Veneto e pubblicata il 23.11.2004 sotto il titolo La terapia del divertimento del Priore Bianchin, il nuovo Priore spiega che al giorno d’oggi non è certo semplice prendersi in giro e fare autoironia, soprattutto a Venezia. Noi della Compagnia cerchiamo di farlo con l’ambizione di contagiare anche altri lungo il nostro cammino e di coinvolgere veneziani e non nelle nostre rappresentazioni. Bianchin poi anticipa che la Calza sta lavorando a un grande progetto per ridisegnare il Carnevale veneziano. A noi per esempio non piace che non esista un direttore artistico – dice – a noi piacerebbe rivedere e far rivivere un Carnevale di strada, capace di riportare piazza San Marco al suo ruolo di salotto dedicato alla cultura, al teatro, per i veneziani ma anche per i foresti, senza eccessi, senza palchi megalomani ma con spazi più intimi e più umani. Bianchin in quasi 25 anni di Calza ha ideato, scritto, diretto e interpretato centinaia di spettacoli in varie città del mondo. Tra i personaggi più celebri che ha inventato e ai quali ha dato personalmente vita, lo spiritaccio di Zorzi Alvise Baffo, il più trasgressivo dei Gemellini Casanova, il bizzarro Ciucco Angiolieri, il focoso Fra’ Dolcino, il Doge pazzo Lorenzo Celsi, e poi l’erotomane, il pornografo, il sarto malizioso, il necrofilo della bara dell’amore, e molti altri. Nella stessa seduta il nuovo Priore ha provveduto al rinnovo delle cariche sociali della Compagnia. Nel Consiglio dei Savi sono stati nominati Daniela Barovier, Aldo Colferai, Mafalda Malpighi, Cleonice Silvestri, e nel ruolo di consulenti artistici sono stati chiamati l’attore Maurice Agosti per il teatro, il regista Antonio Giarola per il circo, il medievista Andrea Vitali per la piazza. Al Professor Elmar Zorn è stato affidato l’incarico di consulente internazionale. Altre nuove nomine sono state quelle di Giulia Renier Direttore al canto e alla danza, Lucas Christ Assistente alla direzione musicale, Carlo R. Bullo Direttore alle macchine, Michele Busetto Ingegnere dei suoni, Donato De Simone Direttore alle luci. Confermati nei loro incarichi il Direttore alle musiche Marino Sartori, il Direttore ai costumi Nicoletta Lucerna, il Direttore alla fotografia Silvio Giulietti, i responsabili dell’archivio fotografico Sebastiano Casellati e Interpress Photo, e il Direttore del settore editoria e video, dell’ufficio stampa e del sito internet Luca Colferai. Confermati anche gli sponsor ufficiali: Distillerie Bottega, La Bottega del Costume, Eros Veneziani.

2004 - I Antichi per Medici senza Frontiere

Anche la Compagnia de Calza si è impegnata a sostegno delle popolazioni colpite dal maremoto nel sud-est asiatico. Lo ha fatto, informa l’agenzia Ansa in un dispaccio del 28.12.2004, decidendo di destinare all’associazione Medici senza frontiere i ricavati degli spettacoli che metterà in scena, per la prima volta a pagamento, il prossimo Carnevale. Lo rende noto la stessa associazione culturale veneziana, scrive l’agenzia, che proprio pensando alla catastrofe di questi giorni ha deciso di far pagare al pubblico, per la prima volta in 25 anni di attività, l’ingresso ai suoi spettacoli. La quota minima prevista è di 10 euro e gli incassi saranno interamente devoluti agli aiuti sanitari per le popolazioni colpite. La Compagnia, che si farà anche promotrice di una sottoscrizione analoga fra i propri soci e gli artisti che si esibiranno al Carnevale, ha chiesto inoltre al sindaco di Venezia Paolo Costa di istituire un ticket di 10 euro a persona, da devolvere alla stessa causa umanitaria, a tutti gli spettatori, centinaia di migliaia ogni anno, che arriveranno a Venezia per il Carnevale.

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