Co’ quea vose da recia

Splendidamente agghiacciante uno spirito indomito e ribelle invade e pervade alcuni Antichi, provocando spettacolari contrattempi sulla scena e nella vita. Come a Zocca (vedi testo 1998) anche a Brisighella le esuberanze dei soliti alcuni Antichi durante lo spettacolo di Maurizio Bastianetto sono state probabilmente decisive nel graduale ma irreversibile processo di allontanamento del Merdassèr dalla Compagnia de Calza.

Quando Bastianetto in un impeto di precisione registica ha chiesto ad alcuni Antichi di intervenire nel suo spettacolo leggendo in tre interventi consecutivi e staccati tra loro delle lettere indirizzate da alcuni pazienti al loro guaritore, tale Monsieur Leroy (Messiè Leruà, dottore settecentesco supremamente convinto della validità universale dell’enteroclisma) conoscendo le birichine inclinazioni si raccomandò più volte e severamente, specie con l’incontenibile Bob R. White, di non leggerle «co quea vose da recia che fè de soito».

Tale voce, a benevola conoscenza degli indotti, ora edotti, è filologica riproduzione di accento nobile francese e definirla «da recia» è, oltreché che riduttivo, spregevolmente sbagliato.

Si prova, e alle prove Bob R. White ammansito dal rigore di Bastianetto legge: «Caro Monsieur Leroy...» con voce molto maschia e stentorea. «Cussì va ben» gongola, ignaro ed erroneamente fiducioso, Maurizio Bastianetto.

La catastrofe.

Bob R. White giunto all’azione scenica non riesce a trattenersi: legge «Caro Messiè Leruà» con la voce più filologicamente nobile e settecentesca che può, per la disperazione del Merdassèr che scappa a nascondersi tra le quinte, iratissimo, con le mani tra i capelli. Non solo. Gli altri Antichi infieriscono: Colo de Fero scientemente, sentendosi liberato dalla trasgressione altrui nella possibilità di usare la voce irresistibile, e Fiorindo da ultimo e ignaro, pensando si dovesse fare così. Entrambi leggono da cima a fondo «co’ la vose da recia» facendo divertire il pubblico ma imbestialire Bestianetto che difatti toglierà loro il saluto per alcune settimane, prima di prendere la dolorosa decisione di imboccare altre strade.

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