Hanno detto di lei

Piccolo florilegio autocelebrativo

di alcune delle cose più belle dette su I Antichi

«La Compagnia de Calza I Antichi è uno dei gruppi più attivi e più vivaci di Venezia. Estrosi, imprevedibili, sono fra gli interpreti più genuini delle antiche tradizioni popolari della città»

Roberto Bianchin - “La Repubblica”

«Idee e spettacoli deliziosi, messi insieme con la finezza dell’erudito e l’entusiasmo dell’appassionato. Grandi scenari studiati e recuperati dal tempo e fatti recitare dagli spettatori in una preziosa ambientazione, con musiche e strumenti originali»

Gino Fantin - “Il Corriere della Sera”

«Una congrega che risale al ‘400, che vanta attestati del Consiglio dei Dieci ed è composta dai più svariati ceti sociali»

“L’Espresso”

«È stata l’animatrice del Carnevale»

Sergio Colomba - “Il Resto del Carlino”

«La Compagnia si propone un attento recupero dello spirito genuino e popolare che ha animato fin dal suo nascere il Carnevale Veneziano»

Elena Manenti - “L’Avvenire”

«Gli Antichi hanno dato spettacolo con grandi interventi di animazione e con suggestivi balli in maschera»

“L’Unità”

«I Compagni di Calza si sono subito fatti notare per la fantasia con cui hanno realizzato i memorabili balli nei campi, dal tango alla follia, al ballo macabro»

Luciana Boccardi - “Il Gazzettino”

«La Compagnia de Calza I Antichi è stata la vera animatrice e l’accorto gestore del Carnevale di Venezia. I suoi happening hanno costituito il piatto forte delle manifestazioni»

Roberto Nardi - “Il Mattino di Padova”

«Tantissima gente, diciamo pure folla da ingorgo in ore di punta, frastornata dall’ammirazione per i costumi del ‘700 veneziano a marchio d’origine controllata, portati in giro dalla Compagnia de Calza i Antichi (quelli del Baffo per intenderci) che senza scomporsi giocavano una leggiadra moscacieca»

Titta Fiore - “Il Mattino di Napoli”

«La Compagnia de Calza I Antichi invita veneziani e “foresti” a vestirsi in costume d’epoca, o a travestirsi con qualsiasi cosa, o a truccarsi, o a celarsi dietro la mitica mascherina. Tutto per ritrovare il gioco e il mistero»

Claudio Pavoni - “Il Messaggero”

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