Antologia di Skarsa City

di e con Paolo Fiorindo
nel Piccolo Teatro Giardino Veneziano

Sabato 30 Giugno 2018 - 20:00

Alvise Cornaro aveva Angelo Beolco detto il Ruzante, noi Antichi moderni abbiamo Paolo Fiorindo. L'artista di Torre di Mosto è il nostro esploratore affabulatore del rapporto tra città e campagna agli inizi del ventunesimo secolo. Una città che è sempre meno dominante né serenissima; una campagna che non è più né contadina né agreste.

Programma della Serata
Apertura con Aperitivo
ore 20:00

Inizio spettacolo ore 20:30 circa.

A seguire Bacareto de I Antichi con Piatti Caldi - Cicheti Assortiti - Dolci - Ombre Bottega - Spiriti Alexander.
INGRESSO LIBERO - CONSUMAZIONI A PAGAMENTO
GRADITISSIMA LA PRENOTAZIONE!!!

SKARSA CITY
di e con Paolo Fiorindo

Cronache grottesche di venezianità residua dal contado ferocemente inurbato, tra echi di antica superstizione, pratiche contadinesche, pollai in piazza, incroci di rotonde e boschi di tabelle stradali che dividono campi, villette a schiera e capannoni. Bestie simili a persone, persone simili a computer. Il progresso senza ritorno della generazione viaggiante sulla statale 14 rattoppata, o peggio dentro l’autostrada che passa sopra il cimitero, schivando i quotidiani grovigli di lamiere. Streghe, santi, guaritori, assessori, marciapiedi in mezzo ai campi, mogli che tentano invano di parcheggiare il suv schiacciando biciclette e scartoffie timbrate, dimenticate appoggiate sulla cappotta dell’auto e sparse al vento sull’asfalto. Storie di persone, vive morenti e morte, che tentato di dare un senso a quel che rimane della terra che fu (a ritroso) palude malarica, dogado e, prima ancora, arcipelago bizantino. Skarsa city esiste, ci mastica, ci digerisce nel suo ventre e prima o poi ci espellerà.

L'autore e interprete
Pittore per mestiere di santi (con cui partecipa da anni alle principali fiere nazionali e poi esporta in Italia e all’estero), streghe, anguane e aironi, Paolo Fiorindo vive a Torre di Mosto ed è appassionato di culture popolari native e poesia giullaresca medievale. Tra le tante cose che ha inventato c’è il personaggio del Tajatabàri, sorta di spietato giullare semi-analfabeta della bassa liventina. Ha pubblicato oltre quindici libri, tra cui Equilo, Romantico Bazuka, i Quaderni di stagione, Toni Boni, Tajatabàri, Bissa bògoea e Abisso Verde, Ciuffina e La solitudine dell’Angelo. È compagno di calza dal 1996. Nel 2002 ha avuto il Premio riconoscimento per la sua attività dalla Regione del Veneto. Ha vinto il Festival di poesia erotica nel 1998 e, nel 2010, ha avuto il premio di poesia intitolato a Mario Stefani. E anche altro, di cui però preferisce tacere.

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